domenica 27 marzo 2011

,,,I "compatti" o "Studio" degli anni '80...

Come vi avevo accennato, vi erano diverse "scuole" per quanto riguarda la progettazione e lo stile degli apparati negli anni '80.
Negli anni '70 forse era la scuola europea - tedesca/olandese - la più importante e famosa.

I loro pezzi Hi Fi erano molto voluminosi, pesanti e pieni di luci e vu meter.
Usavano per i tuner scale parlanti molto grandi e illuminate, con potenziometri e commutatori di tipo slider.

Molto scenici, sicuramente robusti e rispondevano alle specifiche tecniche DIN 45500 per ciò che riguardava i parametri di valutazione degli apparati stessi e cioè per esempio: distorsione, risposta in frequenza, banda passante, valutazione della potenza max e così via.
Magari più avanti andremo a verificare nello specifico.
Normalmente usavano casse e amplificatori accoppiati a 4 Ohm.

Il suono, come consetudine, era molto brillante, marcato su acuti frizzantini e bassi potenti.


Ricordiamoci che quella volta, avere uno di questi apparati non era cosa da tutti e, le differenze tra una radiolina FM o magari AM 
erano davvero abissali

In quel periodo erano comparsi anche i cosiddetti "compatti" o "studio", cioè apparecchi quasi sempre completi di tuner, giradischi, amplificatore e tape deck.

Da una gamma economica quale era quella marchiata EUROPHON o IMPERIAL, si andava alle marche di medio prestigio quali PHILIPS, AUGUSTA e Inno Hit (italiane), a quelle più blasonate quali la GRUNDIG, SABA, NORDMENDE e TELEFUNKEN.

Con le loro luci e i loro coperchi in plexiglass facevano una bella figura e il suono meravigliava, per quanto "pompato" anche se forse poco HI FI.

Qualcuno era dotato anche di un sontuoso piedistallo.

Quasi tutti erano dotati di buoni sintonizzatori stereo, però a qualcuno, la scala si fermava a poco più di 104 MHz. Un gap per quel periodo in cui l'etere si stava affolando di radio libere. 
Molte emittenti, anche di tipo "parrocchiale", usavano per motivi di costo, trasmettitori di bassa potenza o addirittura autocostruiti.
Per farsi sentire, quindi, uscivano dalla giungla delle frequenze spostandosi nell'intervallo 104 - 108 MHz.
I compatti più economici avevano il giradischi (o "piatto") con la testina piezoelettrica, e un braccetto molto pesante, con spaventose pressioni sulla puntina, quindi non Hi Fi, anche se suonavano decentemente.

I più costosi avevano giradischi che non avevano nulla da invidiare ai pezzi singoli.

Stessa cosa per ciò che riguarda i tape deck.

Questi apparati erano comunque il mezzo per avvicinarsi all'alta fedeltà, anche se in qualche caso non era proprio il più economico, almeno per quanto riguarda gli apparecchi più blasonati.
Il vantaggio era che tutto era lì presente, quindi potevo registrare dalla radio, dal giradischi, ascoltare cassette, senza grovigli di cavi.
Lo svantaggio era evidente...non si poteva cambiare nulla, fuorchè la puntina del giradischi entro certi limiti e le casse acustiche.



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